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Bozza aperta!
Scritto da Patrizia e discusso con Alessia e Frenk davanti a un bicchiere di vino   
lunedì 26 marzo 2007



Ecco una prima bozza del Manifesto per il progetto della Rossani! Manifesto che nasce dall'idea tra noi condivisa che il progetto partecipato e pubblico deve prima di tutto prendere posizione sul "metodo" prima ancora che sul "merito" delle questioni urbane.

Questa bozza è aperta e pubblica. Aspetta correzioni, integrazioni, consigli, per poter diventare la base per un condiviso progetto di città, di cui la Rossani secondo noi dovrebbe essere "motore sperimentale".

 







Il progetto per la Rossani è un progetto di città, e non di una sua parte circoscritta.

Il progetto per la Rossani è un progetto di rete ed è possibile solo all’interno della rete.

Il progetto per la Rossani è un progetto di connessione di spazi, di luoghi, di soggetti.

Il progetto per la Rossani connette parti di città, la città nuova e quella ottocentesca,  il centro e le sue periferie, e per farlo, dà carattere urbano alla ex caserma. Sostituisce al grande vuoto la complessità urbana di funzioni, forme, densità, disegno, evitando derive monofunzionali e di trasformarla in una città nella città, in un ghetto della cultura, in una fortezza dell’ecologia, in una riserva indiana di servizi di quartiere.
Per fare questo usa in maniera consapevole tutti i materiali urbani a disposizione (il verde, i percorsi, le piazze, i volumi pieni, anche di nuova edificazione), non intese soltanto come complemento alla sistemazione stradale, ma come elementi costituenti di un vero è proprio "progetto di suolo".


Il progetto della Rossani è un progetto complesso che sovrappone, intreccia, ibrida, interseca, avvicina, che non può essere risolto nella semplice alternativa parco-parcheggio.

Il progetto della Rossani è il progetto della convivenza possibile delle differenze urbane e umane: stazione, parco, uffici pubblici e diplomatici, cinema, teatri, musei, aule universitarie, mercati, piazze, sentieri, piste ciclabili, binari,parcheggi (rigorosamente interrati), bambini, cani, anziani, uomini d’affari, turisti, studenti, artisti…
Convivenza che è determinata dalla forma degli oggetti, ma soprattutto degli spazi aperti, e poi, secondariamente, dalle funzioni pubbliche e/o private che lì trovano asilo.

l progetto per la Rossani disegna una nuova rete, ecologica, tecnologica, culturale che oltrepassa il recinto e reinterpreta e trasforma i luoghi. Immagina un nuovo modello di sviluppo possibile rispettoso dell’ambiente e  instaura relazioni e sinergie con la città intera e i singoli individui. Connette la città alla reti europee e la mette in rete con i suoi stessi abitanti.


Il progetto per la Rossani ricerca la continuità!
Unisce e non separa, non è parte delle varie parti, ma ristabilisce e riordina le relazioni fra gli oggetti, privilegiando le utenze “deboli”, pedoni, ciclisti, bambini, anziani.

Il progetto per la Rossani costruisce rete urbana e rete ecologica,  ristabilendo la continuità degli spazi pubblici e di quelli verdi, cercando nelle strade, nelle piazze, negli svincoli stradali contigui, le occasioni per espandersi e raggiungere altri luoghi “utili” per il progetto di città: gli spazi verdi, gli edifici pubblici, le strade commerciali, con l’obiettivo di creare uno spazio pubblico ininterrotto, piacevole, e vario. Sottraendo porzioni di strada alle auto per darle ai pedoni, allargando i marciapiedi, alberando strade e piazze; organizzando una rete di spazi aperti che da che dalla fiera arrivi a Poggiofranco, dalla Fibronit  all’Ateneo, che da  Punta Perotti porti a Enziteto, immaginando che anche la linea ferroviaria, con i suoi recenti progetti di riorganizzazione, possa servire a questo scopo.


Il progetto per la Rossani costruisce rete culturale, operando in sinergia con le strutture presenti al di fuori del proprio recinto, rivendicando il ruolo di grande atelier a cielo aperto all’interno delle politiche culturali della città.


Il progetto della Rossani si attrezza per costruirsi uno spazio all’interno della rete economica, per non essere soltanto un luogo di consumo di risorse, ma di produzione di ricchezze intellettuali, creative, energetiche. E nel perseguimento di questo obiettivo, lì dove le risorse pubbliche non fossero sufficienti, il progetto si prepara ad aprirsi a privati, purchè i loro interessi siano strumentali e compatibili con il progetto stesso.


Il progetto della Rossani ha più firme, coinvolge nella progettazione e nella realizzazione amministratori, tecnici,operatori culturali, cittadini. Anche nelle forme è l’espressione di voci molteplici e plurali, coordinate e orchestrate da un soggetto pubblico.

Il progetto per la Rossani innesta reazioni a catena, cerca nel suo intorno le occasioni possibili per partecipare alla città e trasformarla.
Se è necessario tagliare un albero alla Rossani, nell’ottica di un progetto di trasformazione radicale della città, che si faccia! Purchè se ne piantino altri cinque sull’extramurale Capruzzi! Se è necessario un parcheggio interrato che si faccia anche quello, a patto di liberare viale Unità d’Italia dalle auto, di attrezzarla con piste ciclabili,  di allargarne i marciapiedi, di rendere pedonale parte di san pasquale, di riqualificare il quartiere, di trasformare le strade liberate dalle auto in luoghi dove i bambini possano giocare, dove gli anziani e i giovani possano incontrarsi, dove le case degli studenti non siano più catapecchie pagate a peso d’oro, dove si riesca a dare ulteriori risposte al disagio urbano e sociale.

Che la Rossani sia il luogo della rivoluzione dell’intera città!

Noi lavoriamo a questa progettazione strategica!

Commenti
meglio autocostruzione che costruttori
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-31 15:04:43
"Il progetto della Rossani si attrezza per costruirsi uno spazio all’interno della rete economica, per non essere soltanto un luogo di consumo di risorse, ma di produzione di ricchezze intellettuali, creative, energetiche. E nel perseguimento di questo obiettivo, lì dove le risorse pubbliche non fossero sufficienti, il progetto si prepara ad aprirsi a privati, purchè i loro interessi siano strumentali e compatibili con il progetto stesso."  
Partiamo dal piccolo. se nn ci sono i soldi per i sogni iniziamo dal basso con piccole cose. poi il tempo (se la gestione sarà positiva) porterà ricchezza per il futuro. meglio autocostruzione che costruttori privati.nullmeglio autocostruzione che costruttori
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-30 11:36:47
la costruzione di un progetto parte dalla definizione di un'idea comune e condivisa. stiamo lavorando a quello. lo facciamo part time, di mestiere non facciamo i progettisti per la rossani, anche se a me piacerebbe.  
 
quindi calmatevi tutti con i "rappel" alla concretezza! e se volete dare un contributo "concreto" partecipate in maniera propositiva e non distruttiva al dibattito e magari anche alle riunioni pubbliche! è questa la differenza fra bari e rotterdam, forse...  
spaesati
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-30 10:45:19
non siamo nati a rotterdam.  
capitelo cari miei. è un grado di sconcretezza che poco si addice al tentativo di rompere lo stantio che ci ritroviamo.
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-29 12:13:40
bella Angelo!
Rimettiamo il vino al centro?
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-29 10:00:30
Peccato che questa discussione vada troppo oltre... Gli elaborati non sono certo la soluzione per la Rossani ma visualizzano alcune idee guida che spero siano qui condivise. Non lo sono? Va bene, si discuta di questo ma non di urbanistica, architettura ecc. Divertiamoci per favore! Per me questi elaborati sono già superati perché più che sufficienti a rendere più forti e comunicative le nostre espressioni. USIAMOLI piuttosto che discuterne. E poi rimettiamo questa bottiglia di vino al centrro del tavolo e andiamo oltre. Mi aiutate per esempio a vedere come sarebbe Bari se al posto dei binari ci fosse una striscia di verde attrezzato che l'attraversasse da sud a nord (che per Bari vuol anche dire da est a ovest)? La Caserma si troverebbe esattamente al centro con la sola Stazione Centrale di fronte. E ora vi lascio. Per favore quando torno qui fatevi trovare un bicchiere di vino e non sterili polemiche. Grazie 
Angelo
La città visibile
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-28 21:25:02
L' idea di metodo,si sa, viene prima del progetto ,e questa mi sembra di grande spessore,competenza e creatività. A chi le rivolge critiche, una domanda :proviamo ad interrogarci, tutti,sull'immagine di città che vogliamo. Vogliamo una città della tolleranza, una città vivibile, senza traffico, senza caos, dove tutti possano andare senza stress, respirando "bellezza", cioè godere di un buon vivere psicofisico(leggete Hilman, La politica della bellezza)e imparare, conoscere, con il piacere di farlo,senza privilegi, senza soprusi,senza non luoghi.. Allora la rete Rossani potrebbe essere il primo frammnento-ipotesi di città, la prima tessera di un puzzle per una bari finalmente carica di una identità europea.
@quello di sotto ancora
Scritto da patrì il 2007-03-28 17:59:28
...CONTENT???  
Constant forse? 
 
 
@quello di sotto!
Scritto da patrì il 2007-03-28 17:16:36
...magari riflessioni di questo tipo si facessero nelle aule universitarie!!! questo volevo dire. 
 
cara visitatore, ti inviterei a leggere "Prima lezione di urbanistica" di B. Secchi. Dove uno dei più grandi urbanisti italiani spiega come l'urbanistica non sia una scienza esatta e sia molto più vicina alle discipline umanistiche di quello che normalmente si crede. 
Non so che cosa intendi quando chiedi "le analisi urbanistiche"... numeri? mappe colorate?  
onestamente credo che non sia questo il luogo e il momento per produrre i materiali di cui tu parli (sebbene il mio pc sia stracolmo di elaborati di questo tipo). ritengo sia più utile parlare di idea di città. di suggestioni urbane. il progetto è lì! per produrre 10, 100 progetti possibili di città sostenibili! 
il comune lancerà un bando di idee. prima ancora di richiedere cubature, mq, standard e costi, deve chiedere ai progettisti di lavorare su un' IDEA ben precisa della città che intende costruire. 
IDEA che nasce da bisogni e voci molteplici. molte di queste voci si sono espresse nel documento del comitato rossani. ma possiamo noi sostituirci all'amministrazione comunale, che deve farsi garante degli interessi e dei bisogni collettivi? noi siamo una delle tante voci, più o meno intonate. 
non so...sbaglio? sii più CONCRETO anche tu nella discussione. sei chiamato in causa quanto noi! 
al momento opportuno stai tranquillo che ci cimenteremo tecnicamente anche nel merito!  
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-28 16:00:03
Prima una nota sulla strana domanda “ma ci sei andato all'Università?”. Tralascio d'indagare il senso stesso dell'insensata domanda. Che discriminante sarebbe mai, parlando, Voi, di città per uomini? Panettieri e dottori, spero. 
E aggiungo solo un suggerimento: ho spesso celebrato il metodo come componente imprescindibile del risultato, del fare architettura e, ingenuamente, speculato con schemini, logiche di astrazione che allontanavano involontariamente il progetto dall'Oggetto, dalla Necessità. E' vero che la scelta di 4 parole d'ordine è una scelta “finita” perchè limitata, ma è anche vero che la realtà è limitata ed è con questa limitatezza, con questa fisicità che dobbiamo confrontarci. Non siamo (siete) filosofi, non ne abbiamo (avete) la portata, non per demerito ma perchè, da architetti, dovremo costruire, non speculare. 
Vi sfido quindi a esporvi con altri linguaggi (se ne avete voglia, per carità) raccontando, altro che, di funzioni, massa, volumi, necessità da soddisfare. Fin qui mi pare d'aver visto solo, perdonate, ribadisco, ingenui schemini di chi ha scoperto da poco (e poco capito) Content. Le analisi urbanistiche sono altra cosa.
concretezza?
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-28 15:04:49
PARCO-CULTURA-CITTA'-RETE 
senza che tre o quattro parole d'ordine, ne precludano altre dieci! 
in un'ottica che non sia solo "funzionale" (cosa ci faccio dentro?), ma soprattutto "metodologica" (come lo faccio? mi metto in "rete" con altri progetti? che tipo di spazi prevedo? la rossani ha un recinto? se no, come la apro? a chi la apro? quanto la apro? etc, etc...) 
ecco, è questo il senso! 
se ci chiedete un progetto per la rossani, credo che il Progetto, l'unico possibile, sia questo. Il progetto del metodo. 
poi le quattro parole chiave di prima, possiamo declinarle, svilupparle, costruirle con mille forme diverse! 
è più chiaro? 
patrì 
Vito Birro
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-28 14:37:48
Ho letto l'idea, anzi le idee, tante belle anzi bellissime, ma mi sfugge qualcosa... 
...non vedo la Rossani, non vedo niente anzi vedo tutto: vedo un caos... 
Manca la praticità in quello che ho letto se un giorno devo descrivere la Rossani ad uno straniero devo usare una, due, massimo tre parole... 
Io dunque le cercherei queste parole e le inciderei accando al nome Rossani e poi proseguirei con la crescita del luogo ora non luogo. 
 
Il movimento mi piace ma piu' concretezza please!
sempre io logorroica
Scritto da patrì il 2007-03-28 00:41:24
esercizio di immaginazione urbana 
vi chiedo...mentre leggevate l'avete VISTA la nuova Rossani?  
@ tutti coloro che giustamente vorranno
Scritto da patrì il 2007-03-28 00:34:24
della riunione odierna del Comitato Rossani! 
La riunione partecipatissima e ricchissima di oggi ha dimostrato ancora una volta come le voci all'interno del comitato siano molteplici e varie, e i "progetti possibili" siano mille e uno. lo sforzo ulteriore sta nel dimostrare quali e quanti siano realizzabili. L'impossibilità di giungere ad una sintesi unitaria sul progetto della città, ci dimostra come UNA sintesi non è possibile, è riduttiva e banalizzante delle mille istanze, visioni, immagini che costituiscono quello che, a mio parere, deve essere L'IMMAGINARIO COLLETTIVO del COMITATO!  
Comitato pensato un laboratorio (immaginatevelo... con gli alambicchi e le pozioni fumanti!) in cui si sperimentano nuovi scenari, combinando, ibridando, alterando, trasformando le riflessioni di diverse soggettività (associazioni, partiti, tecnici, cittadini) cercando la/le pozione/i in grado di trasformare la Rossani in Città, come il piombo in oro.  
(Camonte, lascio a te il compito di speculare su questa metafora alchemica!) 
Quindi il progetto unitario sulla rossani non c'è e forse non ci sarà mai. Al suo posto declinazioni di un'idea comune: la richiesta di spazio verde e pubblico! 
Conclusione (inter nos): Continuiamo a ragionare e soprattutto a fare rete!
@ bellissimo!!!
Scritto da patrì il 2007-03-28 00:05:47
non esageriamo! si può tanto migliorare ancora. stiamo "limando".
(visioni quotidiane)
Scritto da patrì il 2007-03-28 00:03:58
(un hotel-condominio all'interno del campus universitario occupato da scozzesi in kilt e calzettoni con la peroni in mano che suonano la cornamusa dal balcone che si sentiva fino a via re david!)
@i NOSTOP boys
Scritto da patrì il 2007-03-28 00:01:15
get in touch! 
come è andato il ritorno a casa?
@chi manda gli SMS di notte
Scritto da patrì il 2007-03-27 23:59:40
per sapere come è andata... 
mi sembra ancora una volta straordinario come l'idealismo creativo e concreto riesca a muovere energie e riflessioni oltre i confini nazionali e le compagnie telefoniche! 
la risposta è: Benissimo! e grazie per l'appoggio morale!
@ commentatore di sotto
Scritto da patrì il 2007-03-27 23:56:27
compitino o no (ma ci sei andato/a all'università?)questi mi sembrano degli ottimi punti di partenza per un progetto nostro/vostro/loro sulla città.  
il progetto di città è un discorso a più voci.
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-27 16:59:49
Non si capisce però in termini pratici QUALE sia il vostro progetto. Andando al di là di apodittiche dichiarazioni d'intenti, che cosa volete costruire? Lo chiedo, affinchè non rimanga, tutto questo, uno pseudo compitino universitario
G
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-27 13:16:03
davide ha ragione. riflessioni così lucide bisogna farle arrivare, anche indirettamente a chi governa.
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-27 11:52:24
portiamolo oggi in riunione. spero di arrivare in tempo... 
fla
Scritto da davide il 2007-03-27 11:30:29
sigh! anche io volevo esserci con un bicchier di vino in mano.... mi accontento di sentirmi partecipe a distanza (magra consolazione). 
Pat (e tutti gli altri) bel lavoro, davvero, suggerisco di farci un bel pacchetto e di spedirlo al comune... la vostra mano da urbanisti si vede tanto e questi son suggerimenti che possono e dovrebbero svegliar la mente dei pianificatori che ci governano..avete toccato tematiche di largo, larghissimo campo che presuppongono un idea di sviluppo di città consapevole..purtroppo su questi temi si può solo sperare che a furia di urlarle queste cose, qualcuno un pò più in alto si svegli. Certo la rossani potrebbe esser un punto da cui iniziare, pensiam anche al come in piccola scala. 
Fino a lunedì son incasinatissimo (finalmente si consegna Termini) poi spero di aver più tempo.
silvio
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-27 10:34:16
Bello. Bravi. 
s.
Bellissimo!!!
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-27 09:46:33
Sono entusiasta di questo elaborato 
 
GRAZIE!
l'esempio sbagliato!
Scritto da 'Visitatore' il 2007-03-27 00:07:46
(a Punta Perotti oggi c’è un prato che chiamano parco. Quel prato non ha molta più qualità urbana dell’ecomostro che c’era prima, perché non è pensato in funzione del suo contesto; si limita a rispondere esclusivamente ad un unico bisogno, la carenza di spazi verdi, senza dare risposte concrete ai problemi di tutta l’area in cui si colloca. Il superamento della linea ferroviaria, ad esempio: come potranno mai usufruire gli abitanti di Japigia di quel prato? Il rapporto col mare: come sarà possibile per i bambini andare a giocare sulla spiaggia se una strada a scorrimento veloce li separa ancora dal mare ? Il rapporto con la città costruita: quali servizi e opportunità aggiunge alla città?)

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